– Non potrei mai viaggiare con un autista che non crede nei brownie. Sarebbe un viaggio pieno di sfortune!  dice la nostra guida nelle Highlands.

No Ricky non sta parlando dei golosissimi dolci al cioccolato ma dei brownie o broonie scozzesi , piccole creature fantastiche con orecchie a punta e abiti di color marrone come la loro pelle. Secondo i racconti , loro vivono di nascosto nelle case e si occupano di piccole faccende domestiche in cambio di umili regali come latte , uova o porridge. Mai pagare un brownie oppure mancarli di rispetto perché possono diventare molto vendicativi.

Il mondo delle creature fantastiche sono una parte della realtà quotidiana della Scozia, ti svegli al mattino e decidi di mettere qualche moneta di buona fortuna per le fate oppure da bambino evitavi di passare di notte vicino a quel Loch per non essere mangiato dai Kelpies.

Ascolto le storie di Ricky, affermato e rispettato storico, cercando sul suo volto l’accenno di un sorriso o un qualsiasi segno di ironia che avrebbero riportato la conversazione nel mondo degli adulti razionali . Quel mondo dove Babbo Natale è lo zio panciuto con la finta barba bianca e dove delle fate e gnomi ne senti parlare soltanto se mangi la tua tazza di cereali davanti ai cartoni animati del mattino.

Alla conversazione si aggiunge l’autista : -”Sono convinto di aver visto più di una volta una fairy (fatina ) attraversare il ruscello.” Il loro visi sono seri e inflessibili, non stanno scherzando o cercando di intrattenerci. Non c’è niente su cui discutere o a da mettere in dubbio ma semplicemente un dato di fatto le creature fantastiche esistono e non conviene farle arrabbiare.

Credere che possa esistere un mondo fantastico parallelo alla realtà che viviamo ogni giorno ci rende dei pazzi? O abbiamo soltanto paura di essere considerati diversi, essere giudicati, essere la voce fuori dal gregge ?

Ho sempre creduto nella frase:” Dietro alle leggende e miti c’è un fondo di verità”. È forse assolutamente impossibile pensare che esita una creatura marina nelle scure e profonde acque del Loch Ness dove il cibo è più che in abbondanza siccome la pesca non viene praticata e le immersioni non hanno mai avuto successo per colpa dell’acqua troppo scura?

Stiamo circumnavigando il Loch Ness e arriva da parte della guida una richiesta sorprendete : -Alzi la mano chi crede nell’esistenza di Nessie! Le mani alzate erano davvero poche, non ho potuto fare a meno di pensare : non siamo qui tutti per la stessa ragione…sperare che dal profondo del Loch all’improvviso spunti il lungo collo di Nessie per lasciarci a bocca aperta, se non credete nella sua esistenza cosa vi ha spinto a fare tre ore di viaggio da Edimburgo ? Sono convinta che ogni persona su quella nave credeva nell’esistenza di Nessie o almeno ci sperava ,ma ammettere di credere ci rende fragili, ci espone al giudizio di chi si sente in diritto di giudicare soltanto perché fa parte dell’opinione comune, della maggioranza.

Credere nelle fate, nei bronnie o in Nessie si ci può rendere fragili però allo stesso tempo nella fragilità di credere c’è più spazio per la compressione , per la possibilità di non avere tutte le risposte giuste , per poter esplorare e imparare nuove cose, per tornare come quando eravamo bambini non ancora condizionati dai filtri della società e avevamo il potere di credere, di esprimere il nostro pensiero senza preoccuparci di come gli altri ci avrebbero giudicato.

La magia di credere è quel mondo parallelo che apre  lo squarcio verso una realtà che ci permette di non essere perfetti , di non seguire sempre le regole soltanto perché “così fan tutti”, di non avere paura di cambiare idea quando le idee che una volta erano le nostre certezze adesso ci vanno strette.

La magia di credere è l’altra faccia della moneta, rimane a ognuno di noi decidere se vogliamo farla girare o tenerla ferma sullo stesso lato sempre.